Sapore fresco, dolce ma non troppo che si sposa bene con qualsiasi piatto. Acqua di cocco per dissetarsi in palestra, polpa di cocco per dolci, latte di cocco per le prime colazioni, crema di cocco per preparare degli ottimi  curries!

 

Proprietà

Contiene Acidi Grassi con potenti proprietà medicinali

Negli ultimi tempi l’olio di cocco è stato demonizzato perchè contiene un elevato quantitativo di grassi saturi. L’olio di cocco è difatti uno degli alimenti con la più alta concentrazione di acidi grassi saturi, circa il 90%.

Tuttavia gli acidi grassi saturi contenuti nell’olio di cocco non sono gli stessi che troviamo nei formaggi o nella carne rossa. Gli acidi grassi contenuti nell’olio di cocco sono acidi grassi a catena media (MCTs – Medium Chain Triglycerides). La maggior parte dei grassi presenti nella nostra dieta sono “ a catena lunga” – gli acidi dell’olio di cocco vengono metabolizzati in modo diverso dal nostro organismo. Passano direttamente al fegato dove vengono utilizzati dal nostro organismo come fonte immediata di energia e trasformati in corpi chetonici, che hanno effetti terapeutici su malattie del sistema nervoso come epilessia e Alzheimer.

I trigliceridi a media catena hanno una funzione prevalentemente energetica e rappresentano in tal senso una via metabolica alternativa e/o complementare all’assunzione di zuccheri ed amidi, permettendo un risparmio di glicogeno, ma anche di aminoacidi a livello muscolare. Rispetto ai carboidrati, gli acidi grassi a media catena forniscono un apporto energetico nettamente superiore (8,3 kcal per grammo).

 

Aiutano a bruciare più grasso

Gli acidi grassi a catena media (MCTs) contenuti nell’olio di cocco aumentano il dispendio energetico in rapporto allo stesso quantitativo di calorie dagli acidi grassi a catena lunga (1). Uno studio in particolare ha mostrato che 15-30g di MCTs al giorno hanno contribuito ad un aumento del dispendio energetico del 5% nell’arco delle 24 ore, per un totale di 120Kcal al giorno (2).

 

L’Olio di Cocco è un ottimo antibatterico

 

Quasi il 50% dell’olio di cocco è composto da Acido Laurico. Quando l’olio di cocco è digerito a livello enzimatico forma un monogliceride chiamato Monolaurino.

Entrambi l’acido laurico e monolaurino sono ottime difese per il nostro organismo contro agenti patogeni quali batteri, virus e funghi. Queste sostanze hanno dimostrato di riuscire a debellare per esempio lo Stafilococco Aureo e la Candida, due forme infettive abbastanza comuni nell’essere umano (3,4). 

 

Aiuta a placare gli stimoli della fame

L’effetto è dovuto al metabolismo degli acidi grassi a catena media in corpi chetonici che per loro natura hanno un effetto di riduzione dell’appetito (4).

In uno studio, diversi quantitivi di acidi grassi a catena media e a catena lunga erano stati somministrati a 6 uomini. I soggetti a cui furono somministrati prevalentemente acidi grassi a catena media (MCT) consumarono in media 256Kcal in meno al giorno (5).

In un altro studio con un campione di 14 uomini si dimostrò che i soggetti che consumarono prevalentemente MCTs a colazione mangiarono molto meno calorie a pranzo (5,7).

Questi studi sono stati condotti su un campione relativamente ridotti di individui e per un periodo breve. Se l’effetto di riduzione dell’appetito degli acidi grassi a catena media contenuti nell’olio di cocco perdurassero sul lungo termine, si potrebbero avere effetti straordinari sul controllo del peso nell’arco di diversi anni.

 

Ricco di Fibra Alimentare ed altri Micronutrienti

Il cocco è un’ottima fonte di fibra alimentare (61%) al pari della pula dei grani di psillio o il germe di grano. E’ anche un’ottima fonte di minerali come:

  • Potassio: 8% del RDA
  • Manganese: 60% del RDA
  • Magnesio: 6% del RDA
  • Ferro: 11% del RDA
  • Selenio: 12% del RDA

 

 

Francesco Pignatti, Ironmanager

 

NOTE

  1   Scalfi et al. Postprandial thermogenesis in lean and obese subjects after meals supplemented with medium-chain and long-chain triglycerides., 1991

  2   Dulloo et al. Twenty-four-hour energy expenditure and urinary catecholamines of humans consuming low-to-moderate amounts of medium-chain triglycerides: a dose-response study in a human respiratory chamber, 1996

  3   Equivalence of lauric acid and glycerol monolaurate as inhibitors of signal transduction in Staphylococcus aureus. Ruzin A1, Novick RP., 2000

  4   In vitro antimicrobial properties of coconut oil on Candida species in Ibadan, Nigeria. Ogbolu DO1, Oni AA, Daini OA, Oloko AP., 2007

  5   The effects of a low-carbohydrate ketogenic diet and a low-fat diet on mood, hunger, and other self-reported symptoms.McClernon FJ1, Yancy WS Jr, Eberstein JA, Atkins RC, Westman EC., 2007

  6   Covert manipulation of the ratio of medium- to long-chain triglycerides in isoenergetically dense diets: effect on food intake in ad libitum feeding men. Stubbs RJ1, Harbron CG., 1996

  7   Influence of medium-chain and long-chain triacylglycerols on the control of food intake in men.Van Wymelbeke V1, Himaya A, Louis-Sylvestre J, Fantino M., 1998

Perché’ non riesco a calare di peso? Come funziona il nostro corpo quando il nostro bilancio energetico è negativo

 

L’estate è alle porte e molti di noi stanno già programmando il periodo di definizione per buttar via i chili di troppo accumulati durante la stagione invernale, prepararsi per una gara di bodybuilding o semplicemente migliorare il proprio fisico prima della prova costume.

C’è anche chi ogni anno programma tutto al minimo dettaglio, pesando ogni singola carotina e chicco di riso, mangiando in macchina sotto il sole di mezzogiorno da tupperware nauseabondi (probabilmente non conoscono ancora Feat Food) e poi rimane deluso/a del risultato e rimanda tutto all’anno successivo, convinto/a di dover fare ancora più sacrifici, “mangiare ancor meno e bruciare ancora di più”, deluso/a di non aver dato il massimo e non aver seguito una preparazione più hardcore.

Il problema di fondo rimane comunque sempre lo stesso ogni anno: perché’ non perdo peso? Perché’ d’estate mi trasformo in un sacco vuoto e piatto con la pancetta? Perché’ mi rimangono le maniglie dell’amore o l’ultimo strato di grasso sotto l’ombelico (uomini) o le cosce grosse e il fondoschiena cadente (donne)?

Prima di tutto bisogno entrar nell’ordine di idea che il nostro corpo funziona come un TERMOSTATO.

Se “diventiamo troppo grassi”, se mangiamo più del solito, il nostro organismo si autoregola cercando di bruciare più calorie / di disperdere calore - molto intelligentemente cerca di bruciare di più per farci rimanere nel range di peso che abbiamo mantenuto fino a quel periodo, la percentuale di grasso corporeo che  non facciamo fatica a mantenere. Il nostro corpo cerca di tornare all’equilibrio/omeostasi al quale è stato abituato negli ultimi tempi, proprio come un termostato fa con la temperatura di una stanza.

Allo stesso modo se “diventiamo molto magri”, se abbassiamo la percentuale di body fat (grasso corporeo) troppo in fretta, se mangiamo molto meno rispetto al nostro TDEE (calorie di mantenimento), il nostro corpo innescherà dei processi per bruciare meno calorie o innescare dei meccanismi psicologici che ci porteranno a consumare più calorie se le restrizioni alimentari sono state troppo forti e troppo repentine. In questo modo recuperiamo peso e torniamo a quel livello di introito calorico e % di body fat con la quale il nostro corpo si trova a suo agio. Se pensiamo infatti di essere più furbi del nostro organismo in realtà siamo solo dei poveri illusi! 

Certo, è possibile scendere sotto il livello di grasso corporeo a cui il nostro corpo è stato abituato negli ultimi anni. Se si è in sovrappeso o obesi i livelli di riferimento o sets points a cui si può aspirare variano per uomini dal 7 al 15% e per le donne da 17 a 25%.

Negli ultimi anni è indiscutibile che questi livelli di riferimento o set points si sono alzati,  per una serie di ragioni. Abbiamo ovviamente dei limiti genetici ma anche i cambiamenti della società in cui viviamo e le nostre abitudini degli ultimi secoli hanno avuto sicuramente un impatto non indifferente. Prendiamo la macchina per andare a fare la spesa dietro casa, non andiamo più a cacciare con le pietre per esempio. Tutti questi fattori favoriscono l'andare oltre il nostro set point (livello base di grasso corporeo) e allo stesso tempo rendono più difficile andare sotto questo livello. Nel Paleolitico probabilmente c’erano individui “tirati come violini” che riuscivano a mantenere quella percentuale di body fat senza grossi problemi, anche per il semplice fatto che per periodi anche medio lunghi non trovavano da mangiare, facevano il cosiddetto digiuno intermittente che adesso è diventato tanto di moda anche in Italia. Nel corso dei secoli il nostro set point genetico è stato influenzato da numerose abitudini, riti e tradizioni della nostra società, credenze, a Pasqua devi mangiare l’uovo di cioccolato, a Natale devi mangiare il panettone, etc…

 

Range piuttosto che valori assoluti

Quando parliamo di questi livelli di riferimento ci riferiamo ovviamente sempre a dei range piuttosto che, ancora una volta, a dei numeri precisi e valori assoluti. Le nostre abitudini e gli stili alimentari che abbiamo mantenuto da piccoli giocano poi un ruolo decisivo. Molte ragazze (e ragazzi?) nell’età adolescenziale per esempio, sono spesso gelose dell’amica che  può  permettersi di mangiare panini con la nutella tutti i giorni senza apparentemente  metter su un grammo... discorso genetica a parte, molto dipende ancora una volta dal set point / livello di riferimento di composizione corporea che abbiamo mantenuto per più tempo nel corso della nostra vita (ricordate, il nostro corpo ricerca sempre l’equilibrio a cui è stato abituato per più tempo, non nelle ultime 2 settimane)…se siamo stati in sovrappeso od obesi per  la maggior parte della nostra vita (fin da bambini) non possiamo pensare di arrivare a tirarci subito come dei violini alla prima fase di cut che facciamo! Ci vuole tempo e diverse fasi di sviluppo muscolare e “definizione”. La composizione corporea migliora nel tempo...ed è per questo che i bodybuilder agonisti migliorano di gara in gara, di anno in anno...ogni volta il loro punto di riferimento o set point diventa più basso, fanno prima a “tirarsi” e a mantenersi tirati anche in offseason.

Purtroppo dunque le cattive abitudini alimentari da giovani possono rendere poi il percorso di dimagrimento e la perdita del cosiddetto “grasso ostinato” decisamente più difficile. Nella fase adolescenziale infatti, il numero delle cellule adipose aumenta significativamente, per poi rimanere all'incirca invariato per il resto della vita. E' dunque importante prevenire un aumento eccessivo del tessuto adiposo e del numero di adipociti da giovani se si vuole mantenere dei set points di body fat più bassi e facendo meno fatica...gli adipociti una volta formatisi non scompaiono né vengono riassorbiti o annullati da ore di cardio sul tapis roulant...Senza fornire qui una descrizione altamente scientifica, molto semplicemente funzioneranno come “palloncini” e tenderanno a “riempirsi” e a “svuotarsi” in relazione al solito bilancio energetico.

Molti di voi avranno poi sicuramente verificato che è più facile per un uomo mantenere un 15% di body fat rispetto ad un 7-8%; così come per una donna è meno impegnativo mantenere un livello di grasso corporeo intorno al 24% rispetto ad un 17-18%. Quando il nostro introito calorico è infatti ridotto e raggiungiamo una percentuale di body fat piuttosto bassa, diventa decisamente più difficile continuare la nostra “discesa”. Come ho scritto in precedenza infatti, non si tratta mai di una “discesa a capofitto” ma di un percorso caratterizzato da diverse fasi di stallo o plateau che devono essere affrontate in modo strategico ed intelligente per “innescare” nuovamente la lipolisi e permetterci di raggiungere il nostro obiettivo di composizione corporea preservando più massa muscolare possibile! E’ decisamente più facile da dirsi che a farsi e non si può pensare di andare a tentativi! Credo infatti che nessun sportivo ambisca a perdere il 50% della massa muscolare costruita nel sofferto periodo di massa in appena 2 mesi di diete folli e prive di senso distribuite dai soliti criminali legalizzati! E mi dispiace per voi ma non ci sono scorciatoie o “soluzioni rapide” se volete stare alla larga dal doping. Se tentiamo infatti di tagliare drasticamente e repentinamente il nostro introito calorico e aumentare di botto il dispendio energetico (a.k.a. “comincio a fare la fame e a distruggermi di cardio”), il nostro termostato interno cercherà di ritrovare l’equilibrio precedente e riportarci al peso di prima, volente o nolente! Anche se siamo gli individui più cocciuti di questo pianeta, il nostro corpo avrà sempre la meglio!

Livelli di riferimento funzionali

 

I livelli di riferimento (set point) di grasso corporeo di cui abbiamo parlato fino ad ora sono comunque sempre da intendere come livelli di riferimento FUNZIONALI, che dipendono quindi da ciascun individuo e da quelli che sono i nostri obiettivi. Se prendiamo per esempio un  bodybuilder o una bikini, l’obiettivo sarà quello di riuscire a mantenere un livello di bodyfat decente per continuare a sostenere lo sviluppo muscolare, mantenere un buon livello estetico (sembrare un atleta sano non un ciccione o una cicciona) e riuscire a condurre tutte le nostre attività quotidiane senza alcun problema a livello fisiologico (es. amenorrea per le donne) e psicologico (es. sindrome di Adone).

 

Per un powerlifter il set point funzionale di percentuale di grasso corporeo è chiaramente diverso. Questo non significa che i powerlifters devono essere necessariamente dei “panzoni” rispetto ai bodybuilders, anche qui ovviamente esistono delle differenze individuali. Il set point funzionale in questo caso e’ quello che mi permette di esprimere il massimo della mia potenza al fine di migliorare la mia prestazione nelle 3 alzate. Un powerlifter è meno interessato al 6-packs o alla circonferenza dei suoi bicipiti ma a quanto riesce a sollevare di panca per esempio.

 

 

Obiettivi ed approccio sostenibile per il dimagrimento

 

Nel corso del tempo e con l’esperienza si impara a fissare obiettivi sempre più ambiziosi ma realistici ed a prendere come riferimento la propria condizione (conditioning) raggiunta nell’anno precedente piuttosto di quella di altri amici, idoli o role models vari. 

E’ importante imparare ad ascoltare il proprio corpo, rispettarlo e rispettarne i tempi. E’ possibile scendere ad un livello basso di body fat ma poi per quanto tempo riuscirete a mantenerlo?

Ha poi senso tirarsi fino all’osso se pesate 60Kg in off-season e se non avete l’obiettivo di una gara solo per fare la passerella in spiaggia? Siate realisti e non abbiate paura di spendere un po’ più tempo nella fase di massa! 

L’approccio per il dimagrimento contenuto in SMART CUT è quello che ormai predico da alcuni anni tramite i miei canali sui social media ovvero un approccio sostenibile che ci permetta di raggiungere i nostri obiettivi senza dover sconvolgere le nostre abitudini, “fare la fame per settimane” o trasformarsi per alcuni mesi da bodybuilders a maratoneti da tapis roulant. Il percorso prevede sempre un graduale deficit calorico protratto per un periodo di tempo medio lungo e caratterizzato da fasi Blast (dove ci si concentra a perdere peso) e fasi Cruise (vere e proprie pause di 2 settimane dalla dieta necessarie per impedire uno stallo metabolico ed assicurare l’efficacia delle fasi Blast successive, per massimizzare il dimagrimento preservando più massa muscolare possibile). Nelle diverse fasi Blast alcune strategie di carbs cycling a la Christian Thibaudeau o Chris Aceto sono state impiegate per ottimizzare la lipolisi, rendere il programma più vario permettendovi di sperimentare diversi stratagemmi ed offrire un piccolo aiuto psicologico (con l’inserimento di refeed days per esempio) nel corso del periodo di dimagrimento. Queste tecniche così come, per esempio, l’inserimento di un paio di giorni di digiuno intermittente durante la settimana sono interessanti, da provare, ma sicuramente non fondamentali per il raggiungimento del nostro obiettivo. La vera differenza sta nel “graduale deficit calorico protratto nel tempo”, l’abbassamento delle quote dei macro nelle diverse fasi Blast. Il carbs cycling non è un’idiozia ma offre più che altro un aiuto psicologico al dieter nei momenti più duri del suo percorso. 

Ancora una volta, fissare obiettivi realistici prima di cominciare il periodo di definizione e’ fondamentale per non deludere le nostre aspettative. Se siete atleti esperti che praticano bodybuilding da alcuni anni probabilmente avrete bisogno solo di un paio di Blast per raggiungere il vostro obiettivo non agonistico.

Se siete invece dei novizi che vogliono “tirarsi come Panda” al primo tentativo, avete sbagliato programma, dovete passare prima in farmacia e rivedere comunque i vostri obiettivi. Consiglio comunque sempre all’inizio di non andare oltre i 3 Blast o le 22-26 settimane di dieta in deficit calorico, per non mettere a dura prova il vostro metabolismo e le capacita’ di recupero del vostro organismo (non provate nemmeno a saltare le settimane di Cruise per accelerare i tempi perché sarebbe davvero controproducente). Nel 95% dei casi questo lasso di tempo è più che sufficiente per permettervi di raggiungere i vostri obiettivi non agonistici. Per gli atleti che hanno deciso di andare in gara il discorso è leggermente diverso e il percorso deve comunque essere più personalizzato e monitorato di settimana in settimana.

Una volta raggiunto il target di composizione corporea si può poi cominciare una reverse diet per rientrare gradualmente nel periodo di costruzione muscolare (massa). Nella preparazione di un atleta agonista questa fase corrisponde a 4-5 settimane prima di salire sul palco per iniziare la fase di recupero metabolico il prima possibile e dare all’atleta la possibilità di andare on stage al meglio della sua condizione, peak condition (stesso livello di body fat con ripresa dei volumi, della forza e spirito combattivo). In America in questa fase si parla di “Eating up to a Show”.

L’argomento reverse diet richiederebbe un ebook a parte ma quello che mi interessa sottolineare in questo contesto  e’ ancora una volta il discorso della sostenibilità dell’approccio SMART CUT. Avendo raggiunto il nostro obiettivo senza dover ricorrere a rimedi estremi e poco salutari, corse contro il tempo o soluzioni dell’ultimo minuto, il nostro corpo avrà trovato un nuovo equilibrio ed un nuovo riferimento metabolico. Nel corso della dieta o alla fine della stessa non avremo voglie particolari o desiderio di abbuffarci perché anche il fondamentale aspetto psicologico sarà curato nei minimi dettagli. Arrivati a questo punto non ci resterà altro che fare un percorso inverso graduale aumentando ogni 2 settimane la quota di carbs e quindi il nostro introito calorico, fino a tornare ai regimi da off-season. Si potrà così ritornare ad una capacità metabolica più adeguata al percorso di costruzione muscolare e lavorare sulla stessa nel corso dei mesi di massa per ottimizzare le successive fasi di definizione. Lavorando sempre nel rispetto del nostro corpo e dei suoi tempi, senza scombussolare il nostro termostato fisiologico, per raggiungere i nostri obiettivi più velocemente e senza danni.

 

Francesco Pignatti, Ironmanager

 

Mangiare Sano

Sì lo ammetto, un po’ mi metteva a disagio scrivere su un tema che io ritengo delicato, ovvero “mangiare sano”. Non sono nutrizionista, non ho titoli in merito, sono Roberta, appassionata di healthy living a cui piace informarsi.

La prima cosa che vi dico: sono del parere che fino a che non arriva conferma scientifica, tutto è aria fritta – secondo ME – dunque ciò che scriverò è solamente il mio pensiero e la mia esperienza e non sono pretenziosa a tal punto da voler insegnare qualcosa. Quello lo lascio fare alla scienza, appunto.
La seconda: che in un mondo inquinato gli unici posti che io ritengo “sani” sono i paradisi terrestri incontaminati, dove non c’è lo zampino dell’Uomo, dove tutto è come migliaia di anni fa. E con molta probabilità, neppure quei posti si salvano dai danni all’ambiente da parte dell’Uomo.
Inutile fare finta di nulla.
Ma passiamo a cosa vuol dire per me mangiare sano:

Cucinare in casa

Non occorre essere chef o cuochi per fare bene da mangiare e oramai sul web si trovano decine, centinaia di ricette collaudate di qualsiasi piatto. Leggete bene, fate tanta pratica e non abbiate paura di sbagliare. Gli errori servono SEMPRE.
Cucinando da voi avrete modo di vedere COSA utilizzate e IN CHE MODO.

La materia prima

Per mangiare bene, serve la materia prima di qualità. Diffidate da chi vi dà tanto a poco, spesso – non sempre - anche il prezzo è indicatore di qualità. Acquistate da produttori che conoscete.

L’etichetta

Leggere le etichette dei prodotti porta via del tempo. All’inizio sarà difficile, ma quando imparerete a riconoscere ciò che va bene la strada sarà spianata. L’etichetta dovrà essere il più corta possibile.

Tipo di cottura

Imparate a cuocere gli alimenti nel modo migliore in cui si possano cuocere. Evitate i soffritti se possibile, e scegliete metodi che permettano di preservare la qualità del prodotto.

Stagioni

Oramai si trova tutto in qualsiasi stagione dell’anno, ma cercate di utilizzare prodotti di stagione. Trovo valido questo piccolo calendario tascabile (http://www.verduredistagione.it/calendario-tascabile-stampa/)
Ricordate che il cibo di stagione è più saporito e fa anche risparmiare!

Ricchezza in micronutrienti

Dal dizionario Treccani: “Assieme ai macronutrienti i micronutrienti costituiscono gli elementi essenziali. Tra gli elementi considerati micronutrienti vi sono rame, ferro, manganese, zinco, boro; le vitamine costituiscono il gruppo principale dei micronutrienti organici.”. Prediligete quindi ingredienti ricchi di Sali minerali e vitamine, alimenti ricchi di proprietà benefiche.

Variare

Non mangiate sempre le stesse cose, cambiate e scoprite nuovi sapori. Come ho scritto prima, cercate di sperimentare, aggiungete ingredienti, sostituiteli…cambiate!

Eccessi

Evitate gli eccessi. Sale, zucchero, alimenti ricchi di grassi saturi, sono solo alcune delle componenti a cui bisogna fare attenzione. Non abusatene.

Privazioni

Il discorso di sopra, ma fatto al contrario. Togliere alimenti, senza giustificazione, non ha PRO.

Equilibrio

Cercate di trovare il VOSTRO equilibrio e cercate di ascoltare il vostro corpo.

Last but not least, ultimo ma non per questo meno importante: fate movimento, appassionatevi a qualsiasi sport e allontanate lo stress e i pensieri cattivi!
Concludo con una delle mie frasi preferite

Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere. - Jim Rohn

 

Roberta Dall'Alba

Healthy Little Cravings - healthylittlecravings.com
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Cambiare Vita mangiando sano

MANGIARE SANO.

Cosa può significare, per me, ragazza qualunque, ex bulimica, appassionata del mondo della cucina sana e del fitness?
Significa equilibrio.

L’equilibrio credo sia una delle cose più difficili da trovare nella vita. Si sente spesso parlare di guerre in nome della libertà, della parità dei diritti, dell’amore, del potere..Io personalmente conosco bene la guerra per l’equilibrio. È diventato cosi parte della mia vita, che oramai ne fa parte integrante di essa. Mangiare sano cambia tutto: la mente può cominciare ad eccellere, il corpo cambia sia a livello estetico che interno. Il motore può cominciare a funzionare. La vita può essere vissuta al massimo.

DA DOVE INIZIARE

Per  prima cosa, un consiglio strettamente personale: guardate il cibo come fosse il vostro migliore amico. Amatelo, curatelo, dedicategli tempo e dategli un valore. Non dovrà mai essere una valvola di sfogo o frustrazione. Immaginate che quel piatto profumato e accogliente sia solo amore materializzato davanti a voi: amore che regalerete al vostro corpo e che non tarderà a ringraziarvi.

A PROPOSITO DI PIATTO

Ritorniamo al primo punto: l’equilibrio. Non deve mancarvi nulla e nulla dovrà eccedere. Variate il piu possibile le vostre combinazioni alimentari e non vi annoierete mai.

Sperimentate nuovi gusti e sapori.

Rendete tutto piu colorato, allegro, invitante, scegliendo piatti carini e impiattamenti artistici. Concentratevi nel sapore, assaporando boccone per boccone..e concedetevi un minimo di calma interiore prima di ripartire in quarta fra i mille impegni quotidiani.

CAMBIARE OTTICA

Io ci sono riuscita e sono rinata. Mi piacerebbe che tutti voi ora, che state leggendo, percepiate questa grande positività che ho scoperto grazie al cibo sano. Verdura fresca e croccante di stagione profumata...Riso integrale brillante...Oliose noci avvolgenti...Morbido merluzzo scottato in padella con erbette colorate...Quel luccicante filo d’olio d’oliva dorato.

Poesia per le orecchie, e tanto amore per noi stessi.

Cambiare ottica, cambiare vita. Mangiando sano, si può.

 

Tomaello Lara
Facebook FanPage - BenEssere:ricette easy&Co

Il cibo è una componente fondamentale nella vita di tutti i giorni, infatti ci fornisce energia e permette al nostro corpo di funzionare correttamente.
Quello che spesso non viene preso in considerazione è il binomio alimentazione e salute, che è la base per condurre uno stile di vita sano e la miglior prevenzione e medicina per il corpo. Infatti nutrirsi correttamente svolge un ruolo importante per il funzionamento del proprio organismo e la carenza di qualche micro o macronutriente può portare a delle conseguenze negative.

“Fa’ che il cibo sia la tua medicina” (Ippocrate)

Spesso questo aspetto basilare viene trascurato per diversi motivi, tra cui la cultura di provenienza, che ha una forte influenza sulle abitudini alimentari di un individuo, ma soprattutto il tempo. Buona parte dei lavoratori e degli studenti, infatti, afferma di non avere tempo per cucinare, così preferisce acquistare prodotti preconfezionati, recarsi in un fast food o addirittura saltare i pasti, senza tener conto dei danni che a lungo termine può subire l’organismo.
Prima di tutto è necessario specificare che seguire una sana alimentazione non significa né digiunare, né trascorrere delle ore in cucina cimentandosi in ricette lunghe e complicate. Bastano delle piccole accortezze che possono davvero fare la differenza per iniziare a cambiare il proprio stile di vita!
Ad esempio, quando si fa la spesa, come scegliere un prodotto piuttosto che un altro?
Il più delle volte non viene minimamente considerato il valore nutritivo di ciò che si acquista e in alcuni casi ci si sofferma solo sugli ingredienti di un prodotto, che sono sicuramente importanti, ma ancora di più lo è la tabella nutrizionale.
Preferire prodotti con una bassa percentuale di grassi saturi e prodotti senza zuccheri aggiunti è il primo passo per imparare a nutrirsi meglio. Per sfruttare al meglio l’energia che deriva dal cibo, invece, prediligere carboidrati complessi (alimenti integrali, verdura, frutta) al posto dei carboidrati semplici (farina bianca, zucchero) che sono molto calorici e poveri di nutrienti.
Anche semplicemente bere più acqua (almeno due litri al giorno) è un aiuto ulteriore per evitare alcune problematiche come costipazione, stanchezza, sonnolenza o pelle secca.

I benefici di uno stile di vita sano sono maggiori se all’alimentazione viene associata anche una regolare attività fisica. E, anche in questo caso, è doveroso sottolineare che non è necessario allenarsi per più di un’ora in palestra o eseguire esercizi estenuanti, basta anche una passeggiata a passo svelto di 30 minuti e/o evitare di utilizzare mezzi ed auto, quando è possibile.
Fare attività implica un utilizzo maggiore di calorie anche durante il riposo, perché avviene la sintetizzazione di nuove fibre muscolari che necessitano di energia, dunque un nutrimento adeguato. Se ciò non accade, si va incontro ad una dieta ipocalorica e il corpo brucia, oltre al tessuto adiposo, anche parte del tessuto muscolare, con conseguenti danni per la salute.

Uno stile di vita sano ovviamente non è finalizzato soltanto alla prevenzione delle malattie o al mantenimento di un peso ideale, ma anche al rafforzamento della memoria e della concentrazione, al miglioramento dell’umore e alla diminuzione dello stress.

Allora perché rinunciare a tutto questo? Per fortuna ogni giorno siamo noi a decidere cosa e quanto mangiare e sarà proprio questa scelta a determinare il nostro stato di salute nel tempo e dunque la qualità della nostra vita.

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità.”
(Organizzazione Mondiale della Sanità, 1948)

 

Rossana Pertosa
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